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CONOSCIAMO LA TASTIERA DEL PIANOFORTE

La tastiera del pianoforte è formata da tasti bianchi e tasti neri come si vede nella fig. 23


                                              Fig. 23


 Osserviamo che i tasti neri si trovano a gruppi di 2 e a gruppi di 3, alternati.
Il tasto bianco che si trova prima di ogni gruppo di 2 si chiama Do; il tasto bianco che si trova prima del gruppo di 3, si chiama Fa, come osserviamo nella fig. 24

                                               Fig. 24
 


Imparare quindi le note intermedie, sempre sui tasti bianchi, come si vede nella fig. 25

Fig 25

 


Nella fig. 25 osserviamo che, dal Do al Si ci sono 7 tasti bianchi e 5 tasti neri; in tutto 12 tasti che formano una ottava. Tutta la tastiera del pianoforte come notiamo nella fig 23 è formata da 7 ottave  e un paio di note iniziali. L’intervallo di ottava invece è la distanza fra due note vicine dello stesso nome: es. dal  DO al DO successivo; dal RE all’altro RE ecc. come si vede dalla fig. 26


Fig. 26

 


Sulla tastiera del pianoforte individuiamo il DO centrale, che si trova più o meno al centro della tastiera, come notiamo nella fig. 27, e, che corrisponde, sul pentagramma al DO, in basso, con il taglio addizionale che, quando interseca la nota si dice “taglio in testa”.


Fig. 27


Nella Fig. 28, osserviamo uno schema generale e completo, dove vengono indicate:
• la tastiera del pianoforte che è la più lunga, 88 tasti
• la tastiera del pianoforte elettronico con 76 tasti
• la tastiera elettronica formata da 5 ottave, ovvero 61 tasti
• la tastiera elettronica formata da 4 ottave, ovvero 49 tasti
• la corrispondenza delle note delle tastiere, con le note scritte sul pentagramma musicale, con riferimento al DO centrale delle quattro tastiere
• la chiave di basso (vedi in seguito)

Fig. 28
 

 


         Per lo studio delle tastiere elettroniche fino  a 61 tasti, ed anche per lo studio amatoriale o iniziale del pianoforte, basta conoscere le note scritte sul pentagramma in chiave di violino, e aggiungere per le note basse e quelle alte, i famosi tagli addizionali.
Per lo studio invece del pianoforte classico, invece, dove la musica scritta, abbraccia tutta la tastiera, bisogna utilizzare, per le note basse, la chiave di basso, che, come osserviamo nella Fig. 28, non è altro che la continuazione in basso del pentagramma in chiave di violino.
N.B.  In questa 1° fase del nostro studio, non abbiamo l’esigenza di conoscere le note scritte sul pentagramma in chiave di basso. Ci penseremo più in là.

Nella Fig. 29, invece facciamo vedere, quella parte di tastiera e di pentagramma musicale, in chiave di violino, che serve per il nostro studio iniziale e, quindi, da memorizzare.

Fig. 29

 

I TASTI NERI

Per parlare e capire i tasti neri dobbiamo conoscere le alterazioni musicali.
Le alterazioni musicali sono 5, quelle che interessano a noi, per il nostro studio sono 3, si scrivono prima della nota che dobbiamo alterare; li elenchiamo nella Fig. 30


Fig. 30


Il semitono, invece è l’intervallo più piccolo, cioè la distanza più piccola fra un tasto e l’altro; un semitono + un semitono formano un tono. LO specifichiamo meglio con la Fig. 31

Fig. 31

Con la Fig. 32, invece, cerchiamo di fare capire meglio la tastiera (riferendoci ad una sola ottava)


Fig. 32

 


Commentando la Fig. 32 notiamo che i tasti neri si possono chiamare in due modi, ad es. il primo si può chiamare sia DO diesis oppure RE bemolle e a seguire.
Importante : senza farci prendere dalla confusione, quello che dobbiamo ricordarci della tastiera (riferendoci sempre ad una sola ottava) è, che i tasti bianchi sono DO RE MI FA SOL LA SI DO e corrispondono sul pentagramma alle note come abbiamo visto nella Fig. 29; e, che i tasti neri si leggono in due modi come visto nella Fig. 31.
In seguito, quando cominceremo lo studio pratico dello strumento, con l’esecuzione dei vari brani musicali, specificheremo praticamente tutto ciò che abbiamo detto fin qui, approfondendo e memorizzando le varie nozioni teoriche elencate.

 

 

 

 

      

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